Consulenze e Trattamenti

Medicina Ayurvedica

L’Ayurveda è un termine sanscrito che vuol dire “scienza della vita” ed è qualche cosa di più che una semplice disciplina e di una pratica medica. Il suo scopo è di mantenere la salute con l’utilizzo appropriato di diete e di esercizi fisici con uno stato d’animo positivo e non egoistico, aria pura, luce, colore, suono e calore del sole.

Omeopatia

L’Omeopatia è un sistema di medicina di natura olistica, e si basa su rimedi naturali. Si ritiene che vi sia una forza vitale all’interno del corpo che è influenzata da diversi fattori esterni ed interni. I principi del simile e della diluizione formano la base dei farmaci in omeopatia, il medico prescrive farmaci sulla base dei sintomi del paziente.

Medicina Convenzionale

Il termine medicina (dal latino mederi = curare) definisce la scienza che ha per oggetto lo studio, la cura e la prevenzione delle malattie. Può sembrare curioso che nonostante una definizione così precisa e completa oggi la uniamo ad altri aggettivi: ufficiale, alternativa, complementare, integrata, creando confusione e divisioni entro essa.

“Il mio amore per la cura naturale e i sistemi indigeni non mi rende cieco ai progressi compiuti dalla medicina occidentale, malgrado l’abbia stigmatizzata come magia nera. Ho usato quella dura espressione ― e non la ritiro ― perché essa ha contemplato la vivisezione e tutto l’orrore connesso, perché non si ferma davanti a nessuna pratica, per quanto maligna possa essere, pur di prolungare la vita del corpo e perché ignora l’anima immortale che risiede nel corpo.”

Docenze

“In medicina, l’incontro tra medico e paziente si attua nel corpo stesso del malato. Questo corpo che si offre al medico per essere curato, non corrisponde al “corpo vissuto”, al “corpo proprio”, con tutte le modalità e le implicazioni soggettive ad esso inerenti, ma viene considerato dal medico nella sua nuda materialità ed oggettualità. Che il corpo visitato dal medico appartenga al soggetto specifico che lo vive e lo significa, ciò esula dalla finalità del rapporto che viene ad instaurarsi. Il soggetto, che pur è il significato di quel corpo sofferente, non viene preso in causa in questa relazione particolare, come se fosse mantenuto ad una certa distanza. In questo senso l’incontro tra medico e malato si attua attraverso un corpo anatomico che serve, contemporaneamente, come soggetto di indagine e come secondo polo del rapporto; si tratta cioè, di un incontro tra un soggetto ed un corpo cui non viene data altra alternativa oltre essere oggetto agli occhi di chi lo esamina. Estraneo dunque a quest’ultimo quanto al soggetto che lo significa, pur essendo insieme il momento cruciale e la finalità stessa della relazione.”

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